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martedì, Luglio 5, 2022

I trattori moderni sono troppo pesanti

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Un tempo i dinosauri dominavano la Terra, con alcune delle creature più grosse che si siano mai viste sul pianeta. Oggi si sono estinti, ma nessun altro animale terrestre ha raggiunto le loro dimensioni; al loro posto, però, ci sono alcuni dei nostri macchinari: per esempio trattori, mietitrebbie e altri “mostri” che, dagli anni Sessanta in poi, sono diventati via via sempre più grandi, fino a superare la taglia dei giganti del passato.
Gravi danni. Un paragone bizzarro? Chiedetelo al suolo agricolo, “costretto” dai macchinari moderni a un grave stress che potrebbe causare danni gravi ai raccolti e ridurre la produzione agricola mondiale fino al 20%. Lo affermano Thomas Keller (Università per le Scienze agricole, Svezia) e Dani Or (istituto Federale di tecnologia, Svizzera) in uno studio pubblicato su PNAS.. Lo studio parte da un’osservazione molto semplice: i macchinari agricoli nell’ultimo mezzo secolo sono diventati sempre più efficienti. Una delle condizioni per avere trattori migliori, però, è costruirli sempre più grandi; Keller ha studiato la storia dei macchinari agricoli dal 1958 a oggi, e ha scoperto che nel giro di sessant’anni le loro dimensioni sono esplose: un trattore moderno pesa circa dieci volte tanto quelli degli anni Sessanta, e certi macchinari in particolare (per esempio una mietitrebbia a pieno carico) possono arrivare a pesare tra le 30 e le 40 tonnellate – più di quanto pesassero molti dinosauri, appunto.
Il problema è che il peso di queste macchine ha conseguenze sul suolo. Di solito, in agricoltura, ci si deve preoccupare solo dei primi 50 cm circa di suolo, quelli più vicini alla apparenza, che vengono schiacciati e compattati quando si lavorano i campi, e che devono poi venire rigirati e ri-ossigenati prima di ogni nuova semina.. Più aumenta il peso dei macchinari, però, più è probabile che a venire compattati non siano solo i primi 50 cm di suolo, ma anche quelli più in profondità. Questo significa che gli spazi tra le particelle del suolo, occupati da aria, acqua e altri nutrienti, rischiano di venire ridotti o addirittura di scomparire, rendendo il terreno troppo compatto e poi poco favorevole alla vita vegetale – un suolo senza pori è più disagiato, e le piante fanno fatica a bucarlo per espandere le proprie radici.
Le conseguenze di questo impoverimento rischiano di essere catastrofiche: circa il 20% della apparenza agricola mondiale potrebbe venire colpita, in particolare in aree come il Brasile e l’Australia. Secondo gli autori dello studio è importante trovare delle soluzioni a breve: per esempio, l’uso di GPS per far strada i macchinari sempre sugli stessi percorsi, così da minimizzare la percentuale di suolo “sofferente”..

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