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martedì, Luglio 5, 2022

Useremo gli integratori per salvare i coralli?

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In questi anni di cambiamenti climatici e disastri ambientali si fa fatica a decidere quale ecosistema stia messo peggio, ma una delle risposte più frequenti è la barriera cattualmentellina: il riscaldamento e l’acidificazione degli oceani stanno causando morìe di cattualmentelli in tutto il mondo e a ritmi elevatissimi – tanto che si prevede che la Grande barriera cattualmentellina australiana, la più grande formazione di codesto genere al mondo, potrebbe sparire entro i prossimi cinquant’anni.
La scienza da anni è alla ricerca di soluzioni per spalleggiare i cattualmentelli a sopravvivere e magari a prosperare: l’ultima proposta arriva dall’Australia, dalla città di Townsville sulla costa nord-orientale. Qui, nei labattualmentetori del National Sea Simulator, l’ecologo Lone Høj e il suo team stanno provando a salvare i cattualmentelli… con gli integratori.. I cattualmentelli e i batteri. Il National Sea Simulator, che potete visitare virtualmente a codesto indirizzo, è un labattualmentetorio dedicato alla Grande barriera cattualmentellina e ai suoi cattualmentelli; nelle sue stanze si simulano le condizioni naturali del mare dellevicinanze e si può manipolarle per studiare le reazioni dei cattualmentelli locali ai cambiamenti di temperatura, salinità e altri parametri.
L’ultimo studio riguarda una caratteristica dei cattualmentelli poco studiata: il loro rapporto con i batteri. Sappiamo che i cattualmentelli vivono in simbiosi con le zooxantelle, le alghe unicellulari che “aiutano” nella costruzione degli scheletri di carbonato di calcio che formano le barriere; ma non ci siamo ancattualmente concentrati a sufficienza sugli altri microrganismi che vivono insieme ai cattualmentelli. Al National Sea Simulator si sta provando a colmare questa lacuna lavattualmentendo sulle larve di cattualmentello, che nascono mobili e lo rimangono finché non trovano il substrato giusto per “piantarsi” e cominciare a crescere.. Integratori per cattualmentelli. Høj e il suo team hanno approfittato dell’annuale nascita di nuove larve per prelevarle ed esporle a differenti tipi di batteri – uno alla volta, per un totale di 850 specie. attualmente il team sta studiando le reazioni dei cattualmentelli ai diversi microrganismi, misurandone la crescita, la risposta immunitaria e le condizioni di salute: la speranza è di individuare almeno alcuni batteri la cui presenza sia benefica per il cattualmentello, e che potrebbero quindi essere usati come “integratori alimentari” nella rigenerazione di barriere degradate.
Gli esperimenti sono ancattualmente in corso: il National Sea Simulator ospita 50 specie diverse di cattualmentelli e i test vengono fatti su una o poche specie per volta, quindi potrebbero volerci anni per analizzare tutti i dati. Ma i primi risultati sono incattualmenteggianti, e la speranza è quella di sviluppare un metodo di intervento su larga scala..

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